No, non parlerò del mio cammino, ma di quello di Alice. Camminodifrancesco è il blog di una pellegrina che ha deciso di postare foto e qualche riga del suo diario in diretta web. Il blog è linkato direttamente nell’home page di tiscali: una pubblicità niente male! Anch’io sto seguendo il blog, in attesa di vedere qualche foto dai luoghi che ho attraversato un anno fa, per vedere se lei ce la farà a non smaciullarsi le ginocchia, per capire se fa a tutti lo stesso effetto, sicuro che non sarà così. Perché nasce un legame misterioso tra coloro che calpestano le stesse strade, e sono sicuro che centri qualcosa con la comunione dei santi. Ma credo che il grosso del blog siano i commenti dei visitatori, che vogliono salutarla, incoraggiarla, riflettere sul senso del cammino, e chiedere preghiere. Ma anche criticare… sì, perché qualcuno ha storto il naso alla spettacolarizzazione di un pellegrinaggio francescano:
da altro.blog.tiscali.it:
La spettacolarizzazione di un tragitto di fede che dovrebbe essere profondo meditato mistico sofferto pure non mi convince. mi lascia l’amaro in bocca. l’ostentazione quotidiana ed iconograficamente documentata dello spirituale evento ha il sapore dell’ultimo reality. quello della fede. stona clamorosamente con lo spirito e la filosofia di vita di Francesco. un resoconto asciutto reale sentito privo di inutili orpelli compilato a conclusione del percorso in solitaria capace di evidenziare i dubbi le incertezze i tormenti e le contentezze di quel sacrale tragitto, sarebbe stato più efficace utile significativo. e avrebbe fatto emergere meno dubbi sull’autenticita dell’intera operazione. La fede quella vera se c’è o se si avverte l’esigenza di cercarla o ricercarla non vuole lustrini luci e paillettes. si alimenta di per sè. è quello il vero miracolo.
Forse non ha tutti i torti. Ma accostare un pellegrinaggio ad un reality qualunque credo sia troppo. Dei comuni reality mancano il vuoto dei contenuti, il litigio, la pervasività della ripresa, il gioco, le eliminazioni e il premio finale. Tuttosommato i contenuti non sono così privati, non sono stimolati ad arte, e soprattutto sono sotto il pieno controllo della pellegrina, che sceglie cosa condividere e cosa no. Certo, però, c’è comunque il rischio di un po’ di vanità…
Questa è stata la mia risposta:
Ho fatto anch’io quel cammino, però dalla Verna ad Assisi. Alice ancora non ha attraversato quei sentieri, e non vedo l’ora di vedere qualche foto, qualche pagina che mi ricordi gli stessi miei passi di un anno fa.
Non fu facile.
Erano quasi sempre 30km di cammino al giorno, che impiegavano a volte punte di 10 ore, tra salite ripide lunghe e faticose, e discese ideali per rovinarsi le ginocchia… Io mi sono beccato una tendinite, ed andavo avanti grazie all’aulin! Lo zaino mi pesava da morire, anche se portavo solo un cambio estivo (e quindi leggero!), sacco a pelo e sapone.
Ti assicuro che in quelle condizioni, con un ideale alto per cui camminare, una meta degna di innumerevoli problemi e fatiche… tutto il superfluo lo butti alle ortiche!!! Saltano tutti i riguardi umani, i sorrisetti finti, le maschere. Le vanità vengono abbandonate come il peggiore dei pesi da portarsi addosso.
Quel cammino è in sé stesso un’occasione di penitenza: o ti sgrassi un po’, o lo abbandoni, questo è il bello! Per cui la mia opinione è che se Alice continuerà il suo blog ED anche il suo cammino, non sarà per ostentazione, vanità, desiderio di celebrità.
Del resto le cose belle vanno condivise, dopo averle maturate nel profondo della propria solitudine. Spesso sono solo foto, e qualche riga… lo stretto indispensabile per comunicare una bellezza e una gioia che non può restare chiusa nel proprio cuore! Nessun pellegrino rinuncia a foto e diario, e a parlare per ore della propria esperienza. Siamo uomini e siamo sociali!
Certo, qualche dubbio ce l’ho anch’io: perché la pubblicità su tiscali? perché le interviste? A queste domande il cammino stesso imporrà le giuste risposte, ve lo assicuro.